Festa di S. Biagio (protettore della gola) – 3 Febbraio

Biagio, Vescovo di Sebaste (Armenia), santo e martire.

Un episodio leggendario ha colpito la fantasia popolare: si narra infatti che, mentre veniva condotto al martirio, una madre gli avvicinò suo figlio agonizzante a causa di una lisca di pesce che, fermataglisi in gola, lo soffocava. Egli pose le mani su di lui e pregò il Signore; il fanciullo guarì all’istante.

Quest’episodio ha valso al Santo la qualifica di protettore di tutti i mali della gola.

Durante la liturgia del 3 febbraio, la secolare tradizione vuole che s’incrocino al collo dei fedeli due candele benedette e s’invochi la protezione di S. Biagio con le seguenti parole: “...per le preghiere ed i meriti di S. Biagio, Dio ti liberi dai mali della gola e da ogni altro male”.

Festa di S. Giacomo (patrono di Piazzatorre) – 25 Luglio

Tempo fa, durante la festa di S. Giacomo, il parroco del paese, accompagnato dai fedeli, saliva alle malghe ed ai casolari di montagna per benedire il pane, il sale e gli armenti. Quindi restava a conversare ed a consumare il pasto con i pastori e i mandriani.

Festa della Madonna del Rosario – 3° settimana d’Agosto

Questa festa si celebra sin dal 1835, quando la popolazione fece voto affinché il paese venisse risparmiato dal colera.

La tradizione voleva che in questo giorno tutti i mandriani scendessero in paese per la processione delle ore 15.00 (ora si fa dopo cena). Tutti vi partecipavano con grande devozione. Poi le osterie si riempivano e si giocava alla “morra” per tutta la notte.

Venerdì santo

La processione in sé non era nulla di particolare; la cosa originale aveva luogo in seguito: dopo aver attraversato tutte le contrade, la processione terminava sul sagrato della parrocchia. Quindi ognuno tornava a casa a prendere del salame, uova, burro o formaggio e poi si tornava alla chiesa e si riempivano delle ceste di vimini con tutto quel “ben di Dio”. Successivamente le ceste venivano chiuse per poi esser riaperte il lunedì successivo (giorno di Pasquetta) ed esser consumate dalla popolazione del paese che si riuniva al “Barek”.

Santa Lucia, protettrice della vista – 13 dicembre

È una delle più belle tradizioni della Bergamasca quella che nella notte del 13 dicembre porta la santa a distribuire doni ai fanciulli. Questi, nella giornata della vigilia, predispongono sul davanzale della finestra tutto quanto può far piacere alla santa, che giunge dal cielo con il suo asinello carico. Ecco quindi la letterina nella quale, insieme alla promessa di essere più buoni in avvenire, i bimbi elencano dolci e giocattoli che desiderano ricevere; ecco il fieno e la paglia o le carote per l’asinello. E quindi la scarpa, nella quale i doni dovrebbero trovare posto. La sera del 12 si va presto a nanna e guai a chi si alza di notte, sentendo dei rumori: la santa, se disturbata, potrebbe allontanarsi velocemente, lasciando la scarpa vuota! E infine la gioia indescrivibile del mattino quando, alla sveglia, i bambini si trovano al cospetto dei regali!

Ultimo aggiornamento

15/04/2020, 12:09

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